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Cosa non chiedere MAI alle persone transgender e alle persone non-binary



“Qual era il tuo nome prima?”


Guida alla lettura del testo: una persona transgender è una persona la cui identità di genere differisce dal genere assegnato alla nascita. 


Se avete seguito il QR code* fino a qui, significa che siamo riuscitə a cogliere la vostra curiosità! 


Che cos’è il “deadname”? Il “Deadname” (dall’inglese letteralmente “nome morto” - perché morto dovrebbe rimanere :) ), é il nome che la persona transgender o la persona non-binary ha ricevuto alla nascita.


Essendo i nomi nella gran maggioranza dei casi genderizzati, le persone transgender e non-binary possono decidere di cambiare nome. 


Scegliere un nuovo nome è un passo molto importante e personale per una persona trans*, e una volta che lo avrà scelto ci si dovrà rivolgere a lәi esclusivamente con il nuovo nome.

 

Fare “deadnaming” indica l'atto di riferirsi a una persona transgender/non-binary usando il nome assegnato alla nascita. 


Per molte persone trans* il nome anagrafico è carico di ricordi negativi, spiacevoli, e di brutte sensazioni, oltre che essere del genere sbagliato. Per altre è semplicemente bizzarro. Ogni persona trans* vive esperienze differenti, ed emozioni diverse rispetto al deadname. E’ un po’ come se un tuo amico ti incrociasse per strada urlando “Ciao Gianmaria” quando in realtà ti chiami Luca.

Non a tutte  le persone transgender o non-binary dà fastidio che qualcun altro conosca il loro deadname, ma sta di fatto che il deadname non va mai chiesto perché può essere davvero doloroso.


E soprattutto, alla fine, perchè dovrebbe interessarti? Non è con quel nome che ti rivolgerai alla persona. Quindi se non sei un funzionario statale che si confronta con una persona trans che non ha ancora cambiato i documenti, la tua  è solo curiosità morbosa fine a se stessa. E quindi evitabile.


Ci possono anche essere persone che non hanno intenzione di cambiare il loro nome o che non l’hanno cambiato. 


Ti domandi il perché? Non sono affari tuoi


Le persone transgender e le persone non-binary hanno tutto il diritto ad avere una sfera privata e personale, così come ce l’hai tu. E non devono darti spiegazioni.


Prima di fare qualsiasi domanda, conta fino a dieci. Dopodiché, chiediti: perché faccio questa domanda? Per pura curiosità? Se la risposta è “sì”, allora non farla, fatti i fatti tuoi



“Ma sei un ragazzo una ragazza?”


Se la definizione di una persona transgender è “una persona che non si identifica col genere assegnato alla nascita”, una persona non-binary è una persona che esce dai binari socioculturali di maschio/femmina. 


Partendo dal presupposto che ogni persona vive in modo molto soggettivo e personale la sua identità di genere, la persona non-binary può non riconoscersi completamente nel genere maschio o nel genere femmina, può essere che senta la propria identità di genere oscillare tra i due generi (in questo caso si può anche parlare di persona genderfluid).


Il genere è un costrutto sociale (ma qui forse apriamo una parentesi molto complessa) che ci incasella in ruoli soffocanti che qualcun altro ha deciso per noi, ancor prima che nascessimo.


Il genere è performativo:


ti sei mai chiestə che cosa voglia veramente dire essere uomo o essere donna


Prova a chiedertelo e se le risposte che ti vengono in mente sono tutte relative al tuo aspetto fisico, o ai ruoli che assumi durante l’arco della tua giornata, hai centrato in pieno. Si tratta di performatività.  


Se pensiamo al genere per esempio, come uno spettro sui cui estremi mettiamo ad un polo il genere maschile, e a quello opposto quello femminile, una persona non binary si inserisce lungo la linea continua all’interno di quei poli. 



Insomma “Sei un ragazzo o una ragazza?” la risposta è nè un ragazzo nè una ragazza


Se sei arrivato fin qua, complimenti! Ti rimane da fare un ultimo sforzo per completare assieme a noi la decostruzione del binarismo di genere. Osserva! 


Sapevi che  le persone non-binary non devono essere per forza androgine all’apparenza?

L’espressione di genere è una cosa diversa dall'identità di genere. Che cos’è l’espressione di genere?

la manifestazione esterna di come una persona esprime il proprio genere attraverso abbigliamento, capigliature, portamento...eccetera


Che cos’è l’identità di genere?


L'identità di genere è, come suggerisce il nome, come un individuo si identifica rispetto al genere. Quindi è perfettamente possibile che il sosia di Jason Momoa con cui ti alleni a Muay Thai, quando non siete a guardare il gioco del calcio allo stadio, dopo aver oliato i motori del camion, sia in realtà una persona non-binary e non un uomo cisgender. Chissà quante persone non-binary hai incrociato nella vita, senza saperlo (spoiler: siamo ovunque e non dobbiamo per forza andare in giro con la targhetta identificativa).


Se da una parte, per definizione, una persona “non-binary” non si identifica con il genere che ha ricevuto in dote dallə sconosciutə in camice bianco alla nascita, dall’altra, non tutte le persone non-binary si sentono a loro agio a definirsi transgender. 


Come sempre:

l’importante è rispettare il sentire di ogni individuo e basta.


Che tanto a te cosa ti cambia? No davvero, ma che ti cambia?

 

Non c’è un unico modo di vivere la propria identità di genere. Ogni esperienza, ogni identità transgender e non-binary è valida ed unica. 


Vorresti saperne di più?


Innanzitutto, puoi seguirci qui e iscriverti alla nostra newsletter. Inoltre, abbiamo creato per te una lista di libri sulla comunità trans*:

(ndr: quando utilizziamo trans* ci riferiamo a tutte le persone trangender, non-binary, genderfluid, genderqueer..ecc)

Delusions of Gender: How Our Minds, Society, and Neurosexism Create Difference, 2010, Cornelia Fine 


Stone Butch Blues di Leslie Feinberg


Un appartamento su Urano di Paul B. Preciado


Questo libro è trans di Juno Dawson


La mostruositrans. Per un'alleanza transfemminista fra le creature mostre di Filo Sottile


Butler, J. (1993), Corpi che contano, trad. it. Feltrinelli, Milano 1996.


Feinberg, L. (1996), Transgender warriors: making history from Joan of Arc to Dennis Rodman, Beacon press, Boston, MA.


Aurora delle trans cattive. Storie, sguardi e vissuti della mia generazione transgender, edizioni Alegre, 2018




Questo articolo è stato realizzato in occasione del Pride Month 2024.

E' possibile leggerlo anche inquadrando il QR code presente nella Box33 di Mirabilia.


*I contenuti di questo mese, presenti nella Box33 e sui social che trattano temi relativi alla comunità LGBTQIA+ sono a cura di Enea Venegoni, Bartolomeo Goffo e Clotilde Petrosino.


Inoltre, Mirabilia effettuarà una donazione di 200€ ad ACET Associazione per la Cultura e l'Etica Transgenere .

ACET promuove spazi inclusivi per le libere soggettività transgender e politiche di contrasto alla discriminazione su base di genere. E’ un’associazione di persone che si impegna per tutelare il diritto all’identità delle persone transgender e gender non-conforming e per elevare a diritto fondamentale e tutelato dall’ordinamento quello alla “libertà di genere”, intesa come la possibilità, per tutti gli individui, di decidere ed autodeterminare liberamente l’appartenenza di genere che maggiormente si confà al proprio sentire.


Articolo di Enea Venegoni

Proof reading ed editing: Bartolomeo Goffo e Clotilde Petrosino

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